Immerso lungo la costa della Sardegna settentrionale, il comune di Valledoria è adagiato al centro di una bellissima vallata scavata dal passaggio del fiume Coghinas, circondata da colline che ne chiudono dolcemente i contorni e si inserisce a pieno titolo all’interno delle bellezze naturali che si affacciano sul Golfo dell’Asinara, in una posizione ideale per raggiungere con facilità le più famose località circostanti: Castelsardo, Baia delle Mimose, Isola Rossa e Costa Paradiso.
Dirigendosi verso est si può inoltre raggiungere in pochissimo tempo l'arcipelago della Maddalena e la Costa Smeralda, andando ad ovest si può visitare, dopo una sola ora di macchina la zona di Stintino, Alghero e Capo Caccia con le sue famose Grotte di Nettuno. Tra gli altri interessanti siti si segnalano la Foresta pietrificata, il nuraghe Leni, le terme di Casteldoria e le rovine dell'omonimo castello dell'XII secolo. Il suo litorale è formato da spiagge di sabbia finissima, molto lunghe e varie, ampi tratti di rocce che si intercalano a dune sabbiose che si infrangono su un mare ancora incontaminato e dai fondali multicolori.
Appartenuto alla curatoria dell’Anglona nel Giudicato di Torres fino alla seconda metà del Duecento, l’area di Valledoria passò poi alla famiglia genovese dei Doria, che nel 1376 unificarono i loro possedimenti sardi con quelli giudicali arborensi dal momento in cui Brancaleone Doria sposa la giudicessa Eleonora d’Arborea. Dopo la conquista aragonese, la baronia di Coghinas fu colpita dalle epidemie che si verificarono soprattutto a partire dal secolo XV, che si abbatterono con effetti devastanti sui centri abitati medievali.
La ripresa demografica è avvenuta nella metà dell’Ottocento, grazie agli interventi del governo sabaudo ed all’afflusso di famiglie galluresi che, attratte dalla possibilità di trovare un'occupazione nella coltivazione dei terreni fertili della Bassa Valle del Coghinas, hanno dato vita all’insediamento sparso di Valledoria. |interruzione di pagina Nel 1960 fu istituito il comune di Valledoria, di cui divenne capoluogo Codaruina, da allora ufficialmente chiamata Valledoria Centro. Le zone turistiche del comune dove si riversano più turisti sono: La Muddizza, San Pietro, Baia Verde, Maragnani e La Ciaccia, dove sono presenti alcune strutture turistiche-ricettive.
Si segnalano inoltre una serie di manifestazioni particolarmente suggestive a carattere religioso-cultuale, concentrate soprattutto durante la primavera: la festa di San Giuseppe (19 Marzo) che si festeggia in una campagna a poca distanza da Valledoria; la festa patronale della Madonna di Valverde (I domenica dopo Pasqua) che si svolge lungo le vie centrali e presso la piazza comunale del paese; le celebrazioni religiose in onore di S. Pietro Celestino (III domenica di Maggio), in località S. Pietro a Mare, con processione, esibizioni di gruppi folkloristici e degustazione di prodotti alimentari locali.
L’aspetto gastronomico è una componente molto importante all’interno dell’economia locale. I piatti tipici sono in genere di produzione familiare: fra i primi piatti curizzoni, suppa, mazzafrissa, cisoni, laldaiolu, pesce a cassola; fra i secondi piatti di carne tataliu, colda, agnoni, pulcheddu arrustu; fra i secondi piatti di pesce muzzaru, saldina, anghidda, inzerru; fra i formaggi casciu arrultu, zucchitta, rigottu, casciu frazzigu. Vasta è anche la produzione di dolci: casciattini, pirighitti, cozzuli a pistiddi, papassini, origliette e friscioli.